Giornata Mondiale del Cuore 2026: un video dedicato dal Prof. Massimo Massetti a questo fondamentale appuntamento per la Salute

Il CUORE al centro. Sì, perché dalla salute del cuore dipende strettamente quella dell’intero organismo. Controllare i fattori di rischio cardiovascolare, partendo da ipertensione e colesterolo alto, solo per iniziare, scongiura il rischio di infarto, ma minimizza anche quello di ictus, di arteriopatie e di molte altre condizioni e patologie dal forte impatto sulla mortalità e, durante l’intero corso della vita, sulla qualità con cui la viviamo.

Troviamo tutto questo – e molto altro – nelle parole con cui il nostro Presidente, Prof. Massimo Massetti (Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Cardiochirurgia del Policlinico Gemelli IRCCS e Presidente della Fondazione Dignitas Curae), ha sottolineato – proprio nella giornata dedicata alla salute del cuore – valori e visione della cura della persona che rappresentano il fondamento della nascita e l’attività della nostra Fondazione. Ecco la sintesi del video e delle parole del nostro Presidente, sul tema della giornata e che potete seguire, in versione integrale, sul nostro canale YouTube.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci ricorda che oggi nel mondo circa il 30% di tutte le morti sono di origine cardiovascolare. Le malattie cardiovascolari sono multifattoriali, quindi ci sono più fattori che concorrono”
Ma l’80% di questi fattori sono modificabili, cioè dipendono dallo stile di vita e da una corretta prevenzione.Ecco perché è importante ricordare la prevenzione (…) con una corretta prevenzione potremo evitare tre morti su quattro”
è la premessa del Prof. Massetti.
“La Fondazione dà il suo contributo, non soltanto promuovendo e sensibilizzando alla cultura della prevenzione, ma anche concretamente scendendo in campo attraverso le Domeniche del Cuore, in cui portiamo questa prevenzione, ma anche la capacità di diagnosticare, nelle periferie, nelle zone disagiate del nostro territorio, dove vivono persone fragili, sia dal punto di vista fisico sia da un punto di vista sociale.

Quindi portiamo l’ospedale in strada ed è un concreto contributo per cercare di evitare che le persone si ammalino e, qualora siano già ammalate, le prendiamo in carico per curarle.”

Non può evidentemente mancare un richiamo alla storia, ormai ultradecennale, della Fondazione: “La Fondazione Dignitas Curae è nata, si è sviluppata in questi ultimi dieci anni, in un contesto in cui l’accesso alle cure stava diventando, ed è tuttora, sempre più difficile. In un contesto dove la medicina moderna è molto frammentata, e  le persone malate molto spesso perdono il riferimento rispetto a chi le cura.”

Ecco, la Fondazione ha sviluppato le sue attività sul versante della solidarietà, attraverso questo impegno con le Domeniche del Cuore e promuovendo una nuova cultura della cura (esempio di cambio di paradigma per vedere l’orizzonte della medicina del futuro è “C.U.O.R.E.” hub clinico e scientifico del Gemelli per la prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie cardiovascolari NDR) attraverso un approccio umano, quindi partendo dalla persona malata e non dalla malattia (…) Perché la medicina moderna si è sviluppata sul concetto del sapere: più si conoscono le malattie più si curano bene.

Però questo ha portato, da un punto di vista organizzativo, a una medicina sempre più specialistica e a una cura che è frammentata, spesso in discontinuità tra ospedale e territorio.
Oggi umanizzare significa riportare questi due grandi pilastri, da un punto di vista umano e da un punto di vista tecnologico, sullo stesso binario.
Quindi in questa giornata del 29 settembre che celebra in tutto il mondo la Giornata del Cuore, ricordiamoci che non dobbiamo pensare al nostro cuore soltanto quando ci chiede aiuto.”


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