Perché è necessario cambiare il modo di curare e l’erogazione delle prestazioni

Perché è necessario cambiare il modo di curare e l’erogazione delle prestazioni La prima condivisibile preoccupazione di un Paese che invecchia è la Sanità e in questa prospettiva le condizioni del Servizio sanitario pubblico tra reparti di pronto soccorso congestionati e lunghe liste d’attesa non sono rassicuranti. Meno condivisibilmente le forze politiche si dividono sulle risorse da destinare per fronteggiare la situazione per almeno per due motivi: il primo è che si tratta di una esigenza generalizzata rispetto alla quale tutte le forze politiche dovrebbero collaborare anche per eliminare gli errori del passato. Se infatti c’è un argomento bipartisan per eccellenza, quello prioritario e indifferibile è senza ombra di dubbio la tutela della salute, soprattutto al cospetto di un Servizio sanitario che è il primo malato, e perché, ovviamente, la salute è ricchezza non solo della persona ma anche del Paese, come recita la Costituzione all’articolo 32. Il secondo motivo è che non è solo una questione di risorse: infatti Francia, Germania e Spagna, tanto per fare degli esempi, vivono le stesse criticità pur contando su risorse finanziarie maggiori. Il caso della Germania è emblematico e deve farci riflettere: ha speso per la salute dei propri cittadini oltre 400 miliardi nel 2022 a fronte dei nostri 131, con una spesa pro capite di quasi il doppio rispetto all’Italia (6.400 euro verso 3.050). Quindi, non basta aumentare il finanziamento pubblico perché se ora mancano i medici per soddisfare la richiesta di servizi sanitari in crescita esponenziale (una delle cause), nemmeno l’aumento del personale risolverà il problema se non si interviene sui motivi di questa aumentata richiesta di prestazioni, molte delle quali ancora oggi inappropriate per il malato e inutilmente costose per lo Stato. È fondamentale dunque, oltre che urgente, individuare la causa che ha messo in ginocchio il nostro modello sanitario e in questo senso è difficile negare che quella principale sia l’organizzazione che eroga i servizi. In altre parole, non è tanto con quante risorse si cura, ma piuttosto come si affrontano i problemi di salute dei cittadini e come si organizza la cura nel territorio e negli ospedali. A oltre quaranta anni dalla istituzione, il Servizio sanitario nazionale è entrato in crisi proprio perché il modello sul quale era stato concepito e che ha funzionato correttamente per decenni, è diventato inefficiente nel rispondere agli attuali bisogni di cura che, spinti da uno scenario di invecchiamento progressivo della popolazione e dai forti incrementi dei costi della ricerca scientifica, richiedono una profonda riforma e un rapido adeguamento. In particolare, incentivata dal progresso scientifico e da una tecnologia in rapida evoluzione, la medicina moderna è diventata sempre più specialistica e ha indirizzato l’interesse sulla malattia e sui sintomi piuttosto che sul malato e sul problema generale di salute; la cura è diventata frammentata e spesso in discontinuità all’interno dell’ospedale e tra l’ospedale e il territorio. In questo contesto, la persona malata si sposta da una prestazione all’altra con specialisti e spesso luoghi diversi diventando spettatrice disorientata e impotente della propria malattia piuttosto che un alleata di chi la cura. Non è un caso che è sempre più frequente il richiamo alla disumanizzazione della cura o, in positivo, alla necessità di umanizzarla ma anche gli operatori sanitari più bendisposti, più “umani” (e ce ne sono tantissimi) trovano l’ostacolo principale al proprio lavoro in una organizzazione inadeguata e insufficiente. Ultimo aspetto, ma non meno importante nello scenario di questa crisi, è la perdita di sostenibilità economica di un modello organizzativo che genera sprechi e ritardi nell’erogazione dei servizi. Dunque, cambiare il modo di curare e l’erogazione delle prestazioni è la priorità e l’urgenza per il nostro Servizio sanitario, e un tale cambiamento non può essere una semplice evoluzione, ma deve essere una autentica rivoluzione. In particolare, è necessaria una transizione dal modello attuale, centrato sulle singole prestazioni, a quello focalizzato sul malato e sul relativo problema di salute ma perché ciò accada occorre, in primis, un cambio di mentalità a partire dai percorsi formativi nelle facoltà di Medicina, un adeguamento degli strumenti gestionali negli ospedali e sul territorio e un assetto normativo univoco per evitare una frammentazione tra le diverse realtà regionali. Una recente esperienza sulla possibilità di adottare nuovi modelli organizzativi in tempi brevi è stata la pandemia Covid nella quale, per ragioni infettive, l’organizzazione degli ospedali ha collocato il malato (e non le singole prestazioni) al centro delle cure. Leggi l’articolo completo
La Domenica del Cuore a via Bravetta dalle Suore Oblate della Sacra Famiglia

La Domenica del Cuore a via Bravetta dalle Suore Oblate della Sacra Famiglia Il team delle Domeniche del Cuore ha nuovamente toccato con mano il bisogno della nostra decennale iniziativa. Domenica 27 ottobre siamo tornati nella struttura delle Suore Oblate della Sacra Famiglia in zona Bravetta e, dopo un anno di assenza, ci siamo resi conto non solo della necessità di un intervento ma, anche, di come le persone che gravitano nella struttura siano in regresso, e vivono in uno stato di quasi abbandono nonostante l’aiuto che ricevono dalla struttura.Ventisette sono stati i pazienti visitati, quasi tutti senza fissa dimora e moti dei quali alle prese con tanti problemi, dall’alcol alla ricerca quotidiana di un pasto. I medici, coordinati dal dottor Angelo Villano, hanno individuato diverse patologie in questi pazienti che vivono la vita come possono, cercando spesso rifugio in questa struttura delle Suore Oblate dove suor Cinzia riesce a dare un aiuto a tutti e offrire, nei giorni festivi, un pasto caldo ai suoi “ospiti” aiutata, da molti anni, da Perry. Per loro, queste persone dimenticate, accedere ai servizi sanitati è un’impresa anche perché spesso rifiutano qualsiasi aiuto. Le Domeniche del Cuore diventano un “medico speciale” per individuare in loro patologie anche gravi che mettono a rischio la vita.
Un Salotto a Villa San Giovanni: Prevenzione cardiologica nelle varie età

Un Salotto a Villa San Giovanni: Prevenzione cardiologica nelle varie età Un pomeriggio coinvolgente, un incontro ricco di sentimento, di passione, di attenzione. È quello che si è svolto a Villa San Giovanni a inizio luglio nel quartiere Immacolata. In Piazzetta Sant’Arte e via Solferino con il professor Massimo Massetti e il team della «Domenica del Cuore» magnificamente organizzato da Gianni Calabrese. Il quartiere Immacolata è un quartiere popolare caratterizzato da case a due piani, percorso da vicoli pedonali e da un fortissimo senso di comunità, negli anni ha subìto un lento e continuo degrado, con diffuse forme di abusivismo e un crescente spopolamento. «Prevenzione cardiologica nelle varie età» è stato il tema del pomeriggio presentato da Laura Pizzimenti con il professor Massetti nelle vesti non solo di medico ma anche di coordinatore dell’evento con il suo staff. Un pubblico attento, propositivo con domande appropriate sul cuore, ha fatto capire una volta di più la bontà di queste iniziative. Ad ogni domanda un cardiologo o un geriatra ha dedicato la risposta. Si è parlato di ogni aspetto, dalle aritmie al colesterolo, dalla prevenzione a molte altre problematiche, igiene dentale inclusa che, come ha spiegato il professor Massetti, ha una grande importanza nelle malattie cardiologiche. Toccante l’intervento di un signore di Villa San Giovanni che, emozionato nel suo intervento, ha raccontato come lo staff delle «Domeniche del Cuore» lo ha salvato individuando, durante la visita dello scorso anno, una problematica cardiaca per la quale è stato operato a Reggio Calabria. Il suo non è l’unico caso di un intervento prezioso per salvare la vita individuando malesseri spesso ignorati. Il quartiere Immacolata si è animato con tanti interventi e tanta attenzione ammirando anche i quadri appesi ai muri che delimitano Piazza Sant’Arte nell’ambito del laboratorio permanente “ELAB1” (rigenerazione urbana e umana del quartiere Immacolata), a cura dell’Associazione Cenidia.
Il medico nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Il medico nell’era dell’Intelligenza Artificiale La Sala dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio a Reggio Calabria ha ospitato un interessante convegno-tavola rotonda per parlare del ruolo e del rapporto del medico nell’era dell’intelligenza artificiale al quale ha preso parte la Fondazione Dignitas Curae con il suo presidente, il professor Massimo Massetti, nel ruolo di moderatore. Tema attuale, entrato nella quotidianità di tutti e, come ha spiegato la senatrice Tilde Minasi relatrice di un progetto di legge sul tema, con un rapporto importante tra opportunità e rischi. Numerosi i temi trattanti nel pomeriggio a Reggio Calabria. Il dottor Giovanni Bisignani, Direttore UOC Cardiologia UTIC a Cosenza, ha parlato di sanità digitale con un progetto che ora è attuato mettendo in evidenza una problematica: «Il pericolo della sanità digitale è quello che molti non hanno le linee per accedervi». Dal professor Massimo Robiony, Direttore della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Ospedale Accademico Sanità Maria della Misericordia di Udine, un intervento sull’umanizzazione della Sanità. «Da un lato c’è il malato – ha osservato il professor Robiony – e dall’altro l’assetto organizzativo. Con l’IA si pensa di risolvere tutti i problemi, ma questo non è possibile. Dobbiamo riappropriarci della salute favorendo gli sviluppi etici». Difatti, il professor Massetti ha chiarito che quella dell’IA «è una grande ma rischiosa opportunità». «Dobbiamo essere in grado di governare il sistema», la risposta del professor Robiony. A dare il suo importante contributo etico è stato Don Mauro Cozzoli, professore emerito di Teologia Morale presso la Pontifica Università Lateranense. Don Mauro Cozzoli nel suo intervento a largo raggio ha affermato che l’IA «abbraccia tantissimi campi del vivere umano. Gli input li diamo noi e con i tanti dati a disposizione e con grande velocità soffriamo di un complesso di inferiorità e deleghiamo la nostra umanità a queste macchine (i computer, ndr) alle quali si può chiedere davvero tutto, diagnosi comprese». Tanti i temi sviscerati da Don Mauro, compreso quello dell’errore. «Anche l’IA sbaglia, e quando lo ha fa, chi risponde? Lo fa chi ha inserito i dati, gli algoritmi. Ci sono grandi problemi a livello etico ma anche giuridico. Ma ricordiamo che i mezzi sono sempre nelle mani dell’uomo. L’etica? Siamo noi che gliela diamo». Alla tavola rotonda hanno preso parte, e risposto a diversi quesiti del pubblico presente, anche l’ingegner Antonio Capristo, Direttore Ingegneria Clinica e resonsabile delle Transizione al Digitale dell’ASP Cosenza e il dottor Pasquale Fratto, Direttore SOC Cardiochirurgia, Centro Cuore, AO GOM di Reggio Calabria.
Messaggio di Mons. Francesco Savino ai Maturandi

Messaggio di Mons. Francesco Savino ai Maturandi “Maturità t’avessi preso prima…” Un intramontabile classico della canzone italiana che ha accompagnato intere generazioni di studenti – la notte prima degli esami –annuncia il compimento di un altro ciclo, la chiusura di un altro cerchio e l’inizio di un nuovo capitolo della vita. Anche voi, giovani maturandi e maturande, in questi giorni densi di emozioni e di sfide arrivate al traguardo degli esami di maturità ed io sento il bisogno di scrivervi con il cuore pieno di speranza e di incoraggiamento. Siete alla vigilia di un grande traguardo, forse il primo così importante della vostra vita: uno di quei momenti che segneranno il vostro cammino perché apriranno le porte a molte diverse possibilità. Lasciatemi dire che si è avverato quel “ce la faremo” che, forse, anche voi avete scritto su un social o su un balcone, durante la pandemia da Covid-19, quella che vi ha rubato la tenerezza degli anni più belli, vi ha sottratto agli sguardi, vi ha impedito le carezze. Proprio a voi è toccato di vivere un tempo non sospeso ma parallelo, in cui avete però imparato l’importanza delle piccole cose, avete apprezzato l’odore del pane fatto in casa e saggiato la noia della cultura da dietro uno schermo. Avete superato anche questa prova ed ora vi attende un’altra, ma sappiate che tutto è una opportunità di crescita. Sono sentimenti di chi, un tempo, ha affrontato la stessa vostra sfida e che ora vi osserva con occhio quasi desideroso di essere al vostro posto, lì in fondo alla fila, vicino alla finestra, proprio dove è possibile scrutare i sogni destinati ad immischiarsi alle nuvole o semplicemente perdersi tra i pensieri durante lo svolgimento di un teorema matematico. Vorrei stringervi uno per uno e ringraziarvi per quello che siete e per la fiducia che avete riposto in questo mondo un po’ bizzarro che vi abbiamo consegnato. Non temete le difficoltà di questo esame perché sono come l’argilla: servono a plasmare le vostre identità, a definirne i contorni di senso. Sappiate però una cosa: abbiamo urgente bisogno di voi e delle vostre belle aspirazioni. Ricordatevi che il sapere non è qualcosa di fine a se stesso ma un mezzo per rendere le società più giuste, più umane e più fraterne. Le vostre spinte, che hanno animato spesso le manifestazioni a favore degli ultimi e degli indifesi, mi hanno fatto credere che siete già sulla buona strada. Non scoraggiatevi, dunque, fronte alle incertezze del domani ma, come direbbe Ligabue, “urlate contro il cielo” e siate affamati di verità e mai sazi di giustizia. Abbiamo bisogno di poeti, di sognatori, di artigiani, di cantanti, di attori, di medici, scrittori ed ingegneri e di tutte quelle anime che con il loro lavoro, con le loro mani e con il loro cuore, rendono grazie alla vita e la arricchiscono in dignità e coraggio. Ricordate che non è un voto di maturità a definire il vostro valore per quanto la società ci faccia credere, spesso, che dietro un giudizio risieda l’ultima parola su di noi. Affidate l’ultima parola su voi stessi solo all’amore ed alla passione con cui deciderete di vivere il vostro tempo. Solo una vita senza amore è davvero sprecata e voi avete il compito, invece, di essere quelli che Elena Granata chiama “PLACE MAKER”: “un musicista che suona senza spartito, un rapper che sovrascrive parole su parole, suoni su musiche di altri, un architetto che reinventa i luoghi partendo dall’esistente”. Questo vi auguro, di avvertire quella tensione continua e brulicante che vi faccia ricucire le periferie, ripristinare l’ecosistema e progettare soluzioni per cui riusciate a reinventare spazi perfino nei luoghi abbandonati, e dell’anima e del mondo. Abbiate sogni forti e abbastanza cassetti per contenerli, vi accompagni la speranza, quella che cammina sulle vostre gambe ed è in grado di sorreggere enormi pesi. Possa il vostro cuore, con la maturità dell’anima raggiunta, indicarvi la strada della vostra vocazione. Non cedete alle cose semplici ma non abbiate paura di quelle difficili perché la vocazione che è in ognuno di voi è come un uovo alla schiusa: contiene la vita nella sua forma più fragile. In ultimo, vorrei affidarvi un compito: lasciate il mondo un po’ migliore di come lo avete trovato e, se possibile, perdonateci per tutte quelle volte che vi abbiamo dato in eredità una cattiva testimonianza. “Fate ciò che la primavera fa’ ai ciliegi”: fiorite e rifiorite aspettando la vostra migliore stagione. Io sarò sempre al vostro fianco. “Buona matura età”. Cassano all’Jonio, 19/06/2024
«DIGNITAS CURAE», UN WEEK END A MONTE SAN GIUSTO: VISITATI 81 PAZIENTI e PRESENTATO IL «MANIFESTO»

«DIGNITAS CURAE», UN WEEK END A MONTE SAN GIUSTO: VISITATI 81 PAZIENTI e PRESENTATO IL «MANIFESTO» Un fine settimana con il cuore. A Monte San Giusto, la città del sorriso, ospite del Comune nella sede della Croce Verde, la Fondazione Dignitas Curae ha realizzato la Domenica del Cuore. Ottantunuo sono state le persone visitate nella giornata di sabato 4 maggio (di cui sedici bambini) dai cardiologi arrivati prevalentemente dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli Irccs di Roma. Il professor Massimo Massetti, direttore di Cardiochirurgia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, al termine della giornata di visite, ha spiegato che «sono state riscontrate tra il 15 e il 20 per cento di malattie significative del cuore che necessitano di ulteriori approfondimenti e interventi terapeutici». L’obiettivo di questa iniziativa, in atto da diversi anni, è quello, come ha ribadito il professor Massetti, di «portare l’ospedale in strada» per aiutare, curare e soprattutto fare prevenzione, con le persone bisognose, coloro che vivono ai margini anche dell’assistenza sanitaria. La due giorni nella Marche è stata intensa sia sotto il profilo della prevenzione ma anche sotto quello della divulgazione del “Manifesto Dignitas Curae” che ha il presupposto di varare una nuova visione della Sanità nel nostro Paese e che ha tra i primi firmatari Papa Francesco e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il professor Massimo Massetti, al quale lo scorso anno è stata conferita la cittadinanza onoraria di Monte San Giusto dove ha vissuto negli anni adolescenziali, insieme a don Mauro Cozzoli, hanno spiegato nel dettaglio il significato del Manifesto chiarendo cosa sia il rispetto del malato e la sua dignità, malato che deve essere inteso come persona e al centro del percorso sanitario per intraprendere il suo percorso di cure. L’evento, promosso dal Sindaco di Monte San Giusto, Andrea Gentili, ha diverse finalità. In primis, far conoscere il Manifesto che ha tra le sue finalità quella di opporsi al dilagare della Medicina prestazionale, ma anche sensibilizzare tutti sui temi della Sanità. La finalità della Fondazione è quella di cambiare il paradigma di cura in una sanità in crisi. Un progetto ambizioso lanciato dal professor Massetti, quale strada inevitabile verso il futuro. Il dibattito, una sorta di tavola rotonda con i cittadini, si è svolto nella serata di sabato nel teatro di Monte San Giusto al termine della «Domenica del Cuore». Coordinata dal professor Massetti e con la presenza di tutti i medici che hanno preso parte alla trasferta. La tavola rotonda ha visto porre numerose domande sul tema “cuore”: dalle questioni legate all’attività fisica alla dieta, dagli sport da praticare e in che modo, dai segnali che arrivano dal cuore all’ansia. Tutte domande alle quali sono state fornite risposte e spiegazioni puntuali. https://www.fondazionedignitascurae.org/wp-content/uploads/2024/05/VID-20240506-WA0001.mp4
Domeniche del Cuore a Monterotondo: scoperti due casi gravi e urgenti

Domeniche del Cuore a Monterotondo: scoperti due casi gravi e urgenti Primo appuntamento dell’anno per le Domenica del Cuore. Tappa a Monterotondo presso la comunità di Sant’Egidio. Mattinata intensa con i cardiologi e i volontari dell’associazione. Trenta le persone visitate, tutte con evidenti situazioni di marginalità sociale e difficoltà per far fronte alle problematiche di salute e di prevenzione. Più di una, difatti, ha confessato di non assumere i farmaci prescritti perché senza possibilità economiche di acquistarli. Subito sono intervenute le volontarie di Sant’Egidio per far fronte alla necessità. Visite come sempre approfondite da parte dei cardiologi con la supervisione del professor Massimo Massetti. Sono state individuati due casi particolarmente gravi e urgenti e le due persone – una è una giovane quarantenne arrivata dal Brasile vittima già di tre infarti – che nei prossimi giorni verrà presa in carico dal Policlinico Agostino Gemelli per essere curata. Il professo Massetti ha spiegato che «data la serietà delle sue condizioni mi sono attivato e nei prossimi giorni, appena avremo la disponibilità di un letto, la ricovereremo per effettuare tutti i controlli». Il secondo caso è quello di un uomo che vive in una baracca, ha problemi epatici e dopo un’operazione è abbandonato a se stesso, non si cura, non ha neppure la cartella clinica del suo lungo ricovero («me l’hanno rubata», ha raccontato) e versa in condizioni di grave disagio. Mattinata come sempre conclusa nel segno della prevenzione con grande soddisfazione per i volontari che seguono queste persone mettendo a loro disposizione non solo attenzioni ma anche tutto quello di cui hanno bisogno anche se in cluni casi questo non è sufficiente.
La domenica del cuore: i cardiologi del Gemelli a Ostia per gli screening

La domenica del cuore: i cardiologi del Gemelli a Ostia per gli screening Screening cardiologici gratuiti nella parrocchia di Santa Monica a Ostia, grazie alla onlus Dona la vita con il cuore che ha visto impegnati i cardiologi del policlinico Agostino Gemelli, i volontari dell’associazione e quelli dei Cavalieri di Malta. La Domenica del Cuore, l’ultima di questo 2022, è sbarcata sul litorale romano per visitare e monitorare una quarantina di persone in difficoltà già seguite quotidianamente dai Cavalieri di Malta. Un’iniziativa di solidarietà che raggiunge le periferie, le fasce più povere prima con le visite, le cure e, in caso di necessità, accompagna i pazienti in ospedale per ricoveri e interventi. Una sanità inclusiva, che non lascia indietro nessuno, anzi raggiunge i più disagiati perfino in strada attraverso il camion del cuore attrezzato con due ambulatori e tutti gli strumenti necessari per gli screening cardiologici. È la mission che la onlus da circa dieci anni porta avanti insieme al suo presidente Massimo Massetti, attuale direttore dell’area cardiovascolare e della cardiochirurgia del Gemelli e titolare della cattedra di cardiochirurgia dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma. «In questi anni spiega Massetti abbiamo portato il nostro aiuto nelle carceri, tra i migranti che sbarcavano in Sicilia, nelle periferie romane, ma anche nei piccoli centri del Lazio, Umbria e Toscana. Collaboriamo con le parrocchie, la Comunità di Sant’Egidio, i Cavalieri di Malta e la Caritas che sono in prima linea sui territori. Grazie alle domeniche del cuore conclude Massetti – siano riusciti a curare tantissime persone che non sapevano nemmeno di avere patologie cardiache». Ieri molti sono stati i cittadini sottoposti allo screening. Tanti i giovani stranieri che vivono stabilmente a Ostia, alcuni dei quali obesi e dunque a rischio di patologie cardiache a cui i cardiologi hanno fornito indicazioni importanti sulla prevenzione della malattia cardiovascolari e su un corretto stile di vita.
La domenica del cuore: i cardiologi del Gemelli a Ostia per gli screening (Video)

La domenica del cuore: i cardiologi del Gemelli a Ostia per gli screening (Video) Screening cardiologici gratuiti nella parrocchia di Santa Monica a Ostia, grazie alla onlus Dona la vita con il cuore che ha visto impegnati i cardiologi del policlinico Agostino Gemelli, i volontari dell’associazione e quelli dei Cavalieri di Malta. La Domenica del Cuore, l’ultima di questo 2022, è sbarcata sul litorale romano per visitare e monitorare una quarantina di persone in difficoltà già seguite quotidianamente dai Cavalieri di Malta. Un’iniziativa di solidarietà che raggiunge le periferie, le fasce più povere prima con le visite, le cure e, in caso di necessità, accompagna i pazienti in ospedale per ricoveri e interventi. Una sanità inclusiva, che non lascia indietro nessuno, anzi raggiunge i più disagiati perfino in strada attraverso il camion del cuore attrezzato con due ambulatori e tutti gli strumenti necessari per gli screening cardiologici. È la mission che la onlus da circa dieci anni porta avanti insieme al suo presidente Massimo Massetti, attuale direttore dell’area cardiovascolare e della cardiochirurgia del Gemelli e titolare della cattedra di cardiochirurgia dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma. «In questi anni spiega Massetti abbiamo portato il nostro aiuto nelle carceri, tra i migranti che sbarcavano in Sicilia, nelle periferie romane, ma anche nei piccoli centri del Lazio, Umbria e Toscana. Collaboriamo con le parrocchie, la Comunità di Sant’Egidio, i Cavalieri di Malta e la Caritas che sono in prima linea sui territori. Grazie alle domeniche del cuore conclude Massetti – siano riusciti a curare tantissime persone che non sapevano nemmeno di avere patologie cardiache». Ieri molti sono stati i cittadini sottoposti allo screening. Tanti i giovani stranieri che vivono stabilmente a Ostia, alcuni dei quali obesi e dunque a rischio di patologie cardiache a cui i cardiologi hanno fornito indicazioni importanti sulla prevenzione della malattia cardiovascolari e su un corretto stile di vita. Video Mino Ippoliti
DOMENICA DEL CUORE A QUATTRO STRADE, 42 LE VISITE, PER LO PIU’ AGLI ESCLUSI E ALLE PERSONE IN DIFFICOLTA’

DOMENICA DEL CUORE A QUATTRO STRADE, 42 LE VISITE, PER LO PIU’ AGLI ESCLUSI E ALLE PERSONE IN DIFFICOLTA’ Un’iniziativa che va a colpire la carne viva, dove la crisi morde le fasce della popolazione meno abbienti. Che spesso tralasciano le cure. “Il team del cuore” è approdato oggi a Rieti, a Quattro Strade, nei pressi dello spiazzale di un noto centro commerciale. Qualità, quantità e tanta generosità per questi venti medici, tra i massimi esperti del settore, che “tolgono il tempo alla loro vita per darlo agli altri, portando in strada, dove sono le persone, l’ospedale e le cure”. Spiega Massimo Massetti, presidente della Onlus “Domeniche del Cuore” e direttore dell’Area Cardiovascolare del Policlinico Gemelli di Roma. Dal 2013 sono state spese oltre 1800 ore di volontariato medico nelle oltre 40 Domeniche del Cuore a oggi realizzate. E il motivo appare chiaro. 42 i pazienti visitati durante la giornata reatina, 3 i casi più gravi che sono stati invitati a proseguire le cure al Gemelli, nella media delle altre “Domeniche del Cuore” (circa 10 il 15 percento dei casi più gravi in generale). “L’attuale momento storico del nostro Paese – prosegue Massetti – con la crisi economico-finanziaria, ha portato a una progressiva riduzione delle risorse e sempre più persone e famiglie non sono in grado di seguire le cure mediche, a tal punto che si parla di ‘emergenza sanitaria’ ”. Questa iniziativa, è proprio il caso di dirlo mettono un piccolo tampone all’emergenza. “Con le Domeniche del Cuore salviamo davvero la vita alla gente, riscontriamo ogni domenica tantissime persone che hanno urgente bisogno di cure e noi medici ci attiviamo immediatamente, grazie alle nostre strutture ospedaliere, ponendo fine alla sofferenza e alla malattia”. Elettrocardiogramma, ma anche ecodoppler e altri consulti. Un’attività svolta con continuità mensile. Indigenti, senzatetto, disabili, carcerati ed ex carcerati, extracomunitari, italiani emarginati in stato di bisogno e abbandono: questi i malati di cuore che ormai da 4 anni vengono visitati gratuitamente dai medici volontari del Policlinico Gemelli. Il tutto attraverso l’Unità Mobile di Cardiologia, che contiene tre sale ambulatoriali dotate di numerose attrezzature elettromedicali per eseguire velocemente visite cardiologiche specialistiche complete. Dotazioni resesi necessarie per permettere al team di medici volontari di raggiungere più facilmente le persone che ne hanno bisogno. Non solo prevenzione e informazione durante queste domeniche di volontariato. In caso recente a San Lauro, come ci racconta il dottore Carlo Santi, uno dei volontari dell’associazione, c’è stato un caso dove grazie all’intervento dell’equipe medica è stato possibile una precoce diagnosi ed è stato trasferito d’urgenza nel più vicino ospedale. “Avevo un esame cardiologico importante a Dicembre. Fortunatamente ho potuto usufruire di questo servizio” ha raccontato una paziente. “Sorpresa – conclude – da tanta cordialità e competenza”. “L’esperienza – spiega Massetti – ci fa capire che le malattie cardiovascolari sono molto diffuse tra la popolazione, questo anche a causa cattive abitudini di vita come: la sedentarietà, all’alimentazione sana, al fumo, allo stress. Sono tutti fattori, che uniti ad altri fattori di rischio, predispongono alle malattie cardiovascolari”. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Comune di Rieti e della Camera di Commercio di Rieti, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, Fondazione BNL – Gruppo BNP Paribas e Confagricoltura – L’età della Saggezza Onlus. Inoltre la Sala Medica Mobile ha ottenuto il patrocinio del Giubileo della Misericordia, ed è stata benedetta dal Papa Francesco lo scorso giugno. Durante la mattinata anche il Presidente della Camera di Commercio Vincenzo Regnini ha voluto dare il proprio saluto ai volontari. “Stiamo registrando un aumento delle fasce della popolazione dimenticate dalle istituzioni. E’ necessario che la tutela della salute non sia mai messa in secondo piano” ha commentato Regnini “E’ da inserire in questo contesto questa iniziativa” patrocinata anche dalla Camera di Commercio, che darà vita anche ad una raccolta fondi per aiutare la causa. La ‘Domenica del cuore’ – ha dichiarato il Sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti – trova la disponibilità e la condivisione dell’amministrazione comunale. Si tratta, infatti, di una iniziativa dal forte valore sociale che consente a cittadini in difficoltà di accedere alle visite in maniera totalmente gratuita. Colgo l’occasione per ringraziare il prof. Massetti, e tutta la sua equipe, per la vicinanza alla nostra città”. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità nel mondo occidentale e colpiscono sia gli anziani che i giovani. Circa 1.000.000 di persone, in Italia, sono oggi affette da malattie del cuore e dell’apparato respiratorio. Molte malattie del cuore, se diagnosticate in tempo e prima che i sintomi diventino importanti, sono curabili e in alcuni casi guaribili; se invece sono trascurate o non diagnosticate, si rivelano essere in gran numero mortali o portatrici di grandi sofferenze e disabilità. Prossima tappa in Calabria e Umbria.