Una “Domenica del Cuore” di nuovo a Roma, un’altra tappa del cammino della Fondazione Dignitias Curae fatto di solidarietà e di aiuto. Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza Esedra guidata dal parroco don Pietro Guerini i cardiologi del Policlinico Agostino Gemelli coordinati dal dottor Angelo Villano e dalla professoressa Giovanna Liuzzo hanno visitato numerose persone che gravitano nella parrocchia, molte delle quali senza una dimora. La strada, non sempre la stessa, è la loro casa. Uomini e donne, le persone visitate, soprattutto stranieri che raramente si sono presi cura del loro fisico, mai una visita medica o un controllo, si sono presentate in parrocchia.
Persone con grande dignità, consapevoli della loro situazione ma senza la voglia o la determinazione per invertire la rotta. Non ci si deve stupire: loro vivono così, alla ricerca di un lavoro che non arriva, cercano un pasto, un luogo dove dormire. Vivono nel presente senza pensare al domani, cercano la miniera per sopravvivere oggi senza neppure immaginare cosa sarà tra un giorno. La salute? Per loro non é un problema e neppure una priorità o necessità: non lo è finché non arriva qualcosa di veramente importante che li obblighi a fermarsi.
I medici che hanno seguito le persone che hanno deciso – sì, deciso – di presentarsi all’appuntamento per la visita hanno riscontrato patologie non gravi ma tali da essere curate. Lo faranno, seguiranno i consigli? Se non avranno accanto chi li segue e li aiuti, difficilmente seguiranno i consigli dei medici. «Ancora punture? – ha detto un uomo di mezz’età del Sudamerica – No, basta, a cosa servono? Ne ho fatte già quaranta sulla pancia, perché continuare». È complicato spiegargli che è la cura, è difficile fargli capire che la terapia – le punture nel suo caso – non sono un capriccio del medico ma una necessità.
Abbiamo detto le persone che hanno deciso di farsi visitare. Difatti, non tutti quelli che avevano aderito all’invito della Domenica del Cuore si sono presentati all’appuntamento. Ma questo forfait non è inusuale, non è accaduto solo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli perché accado sovente: chi vive alla giornata, chi non sa dove dormire la prossima notte non riesce a prendersi cura della propria salute: vive alla ricerca delle necessità immediate, ossia di un pasto senza pensare a ciò che accadrà un’ora dopo.
Viene da ricordare quello che gli ateniesi risposero all’apostolo Paolo sul tema del cuore: «Su questo ti risponderemo un’altra volta». Parlava, l’apostolo, della resurrezione dei morti, parlava dell’aldilà, parlava del futuro. Anche qui si parla del futuro, del mondo sconvolto dalle guerre, dagli squilibri socioeconomici, dalla tecnologia spesso utilizzata a uso poco umano in una vita dove siamo costretti a vivere alla giornata. Proprio come accade ai poveri di Santa Maria degli Angeli.
