La nostra Fondazione promuove e realizza, dalla sua nascita, una specifica attività di solidarietà legata alla salute cardiologica, le Domeniche del Cuore
Chi ci segue ne conosce bene la dinamica “offrire visite specialistiche cardiologiche gratuite a quella fascia di popolazione più fragile e bisognosa, grazie al supporto di un team medico multidisciplinare del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e di volontari specializzati.”
Ecco, da oggi cominciamo a dialogare ancor più da vicino, qui sul nostro sito, con i medici volontari che le realizzano, rendendo possibile “visitare più di 2500 pazienti cui, in diverse occasioni, sono state riscontrate patologie cardiologiche spesso sconosciute dagli stessi …”
Microfono aperto quindi con la Prof.ssa Giovanna Liuzzo (Fondazione Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), l’intervista integrale è sul nostro canale YouTube e ve ne offriamo qui di seguito la sintesi.

D “Professoressa, grazie per dedicarci qualche minuto. Un’esperienza importante con le Domeniche del Cuore. Ce la vuole riassumere, anche sottolineando quelli che sono gli aspetti clinici che in tanti incontri, in tante visite, emergono più spesso?”
Liuzzo “Grazie della domanda, molto interessante. Lo spirito della domenica del cuore, ovviamente, è quella di andare incontro alle persone che hanno bisogno di avere delle informazioni dal punto di vista della salute del loro cuore (…) i problemi principali che noi vediamo in realtà riguardano soprattutto il controllo dei fattori di rischio.
Facciamo l’esempio odierno, abbiamo identificato molte persone che non avevano valori di pressione arteriosa a target.
Quindi, persone che non sapevano di essere ipertese o che avevano trascurato dei livelli di colesterolo particolarmente alti che quindi li ponevano a rischio.
Diciamo che la maggior frequenza è rappresentata da persone in apparente buona salute che non sanno di avere dei problemi e non trovano un riscontro da un punto di vista territoriale.
D “Mi accennava poi a un secondo gruppo, molto numeroso anche questo, me lo conferma?”
Liuzzo “C’è una quota di persone che invece, pur avendo avuto degli eventi cardiaci importanti, non riescono – per varie ragioni- ad accedere a controlli di follow up; quindi, sono un po’ abbandonate nel post acuzie. Questo avviene per tante ragioni ma quella più frequente nelle Domeniche del Cuore è una ragione di carattere sociale.
Spesso, non riescono ad accedere ai controlli del sistema sanitario nazionale e non hanno la possibilità di andare verso delle soluzioni di tipo privato.

C’è chi ha avuto un infarto e magari addirittura ha atteso più di un anno per eseguire un controllo post infarto; chi ha una malattia di una valvola, seria, ma non riesce a farsi dare un programma per la sua malattia valvolare.
Quindi sono persone che mai potrebbero accedere a una visita cardiologica, ad un ecocardiogramma e che quindi hanno a volte delle patologie gravi, serie, completamente non riconosciute.
Riassumendo, direi che gli aspetti che più frequentemente si vedono sono questi tre: da una parte scarso controllo dei fattori di rischio e scarsa consapevolezza di che cosa significa avere un cuore in salute, a volte la mancata possibilità in maniera adeguata da un punto di vista temporale, anche per il tipo di indagini da eseguire, di fare follow up dopo un evento importante acuto…”
D Perché un medico di esperienza, un docente, una professoressa, fa le domeniche del cuore?
Dà il suo tempo per un’attività di solidarietà che viene al culmine di una settimana già particolarmente impegnativa?”
Liuzzo “Uno dei miei colleghi più giovani prima ha detto: “ci fa uscire in fondo dalla nostra torre d’avorio, ci fa venire a contatto col territorio (…) ci fa vedere davvero la quotidianità delle persone e quali sono i loro bisogni.
E si va via sempre più ricchi.”
