“L’alleanza tra cittadini e istituzioni necessaria per un nuovo paradigma della salute”

Sua Maestà il Cuore” è un libro destinato a lasciare una traccia importante nella nostra cultura della salute e, ancor prima, nell’informazione che alimenta il dibattito su un tema così rilevante e sentito. Ce lo rammentano le interviste e i contributi che potrete consultare nella nostra pagina Media e gli interventi in video raccolti nel canale YouTube della Fondazione

Oggi vi proponiamo alcune riflessioni sui temi che gli autori, Massimo Massetti e Alfonso dell’Erario, hanno sollevato: partiamo con la sintesi dell’intervento dell’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei deputati, in occasione della prima presentazione pubblica del volume, edito da Cairo Editore

È un libro che ha il merito di occuparsi anche della sanità di oggi e qui il Ministro, meglio di ogni altro, darà la linea rispetto a ciò che oggi è il Servizio sanitario nazionale che è certamente una delle più grandi conquiste della Repubblica (…) Un Servizio sanitario nazionale universale e per questo invidiato per la sua forma di essere democratico e universale come non lo è ahimè in tante altre parti, non solo d’Europa ma del mondo. È un presidio di equità, è un presidio di coesione sociale, è un presidio che garantisce a tutti ciò che è un diritto fondamentale, la salute” le parole dell’On. Mulè. Che ha proseguito “Investire è una richiesta certamente comprensibile, in parte anche necessaria, però il libro ha la straordinaria capacità di portarci oltre il concetto della risorsa e porci una domanda più radicale: siamo certi che il modello organizzativo attuale della nostra sanità sia ancora adeguato proprio al mutamento di ciò che sta accadendo nella società?”

Hanno fatto eco le parole dell’On. Orazio Schillaci, Ministro della Salute “Perché le malattie cardiovascolari rappresentano ancora in Italia la prima causa di morte? È importante parlarne. Soprattutto è importante diffondere la cultura della prevenzione grazie alla innovazione in campo terapeutico.

Oggi le malattie cardiovascolari hanno una sensibile diminuzione della mortalità anche nel nostro paese, rispetto ad alcuni anni fa, e quindi è un argomento molto importante di salute pubblica sul quale bisogna continuare ad insistere e a fare divulgazione scientifica di alto livello (…) perché anche i cittadini devono essere consci di quanto sia importante pensare alla propria salute e puntare sulla prevenzione, sui corretti stili di vita, su una sana alimentazione, sull’attività fisica.

Di particolare rilievo la conclusione del Ministro “Ci vuole un’alleanza tra cittadini ed istituzioni, non solo per vivere di più, come accade oggi in Italia, ma per vivere anche meglio, soprattutto negli anni della vecchiaia.”

E quindi è in discussione, come Massetti e Dell’Erario sottolineano, lo stesso paradigma che oggi governa ancora, almeno in maggioranza, la nostra salute. Torniamo ad ascoltare l’On. Mulé:

“Allora questo significa avere una logica che sia svincolata da un approccio che non può essere più burocratico, non può essere più prestazionale, il paziente, la persona non può diventare un numero in lista d’attesa, non può andare a ingrossare soltanto quelle liste, perché invece bisogna approdare a un modello in cui la continuità della cura è garantita. Andiamo sempre più verso una cronicizzazione delle malattie, delle patologie legate proprio molte volte al ritardo con cui si diagnostica…” per poi andare alla conclusione che ci coinvolge in prima persona “Iil libro ci ricorda che la vera innovazione non è non è e non deve essere soltanto tecnologica ma deve essere organizzativa. Allora mettere al centro il cuore significa in fondo rimettere ancora una volta al centro la persona e una sanità più giusta ed efficace nasce proprio da questa consapevolezza. Quindi ancora grazie a chi ha avuto questa splendida idea, a chi l’ha realizzata, alla Fondazione Dignitas Curae che la sta accompagnando.

Il futuro della sanità italiana dipende da questa capacità di coniugare sostenibilità, innovazione, umanità e questo libro è un passo davvero importante, un battito forte che sentiamo in questa direzione.”

L’intervista completa al Ministro Schillaci a questo link
L’intervento integrale dell’On. Mulè a questo link