Il ruolo del medico di famiglia: figura centrale da valorizzare

Il medico di famiglia deve tornare a esercitare il proprio ruolo. Questa figura deve essere il “case manager” delle persone e deve essere il protagonista della Sanità e prendere in carico il malato coordinando così le cure. A spiegarlo è il professor Massimo Massetti che ricorda il valore insostituibile di questa figura che è il primo presidio di salute anche se l’attuale modello ha bisogno di essere modificato e potenziato. In particolare occorre garantire una collaborazione assai più stretta tra territorio e ospedale in un momento nel quale appare sempre più complicato, per i cittadini, trovare un medico di famiglia.

C’è un decreto legge del ministro Orazio Schillaci sulla riforma della medicina generale. Questo decreto consente un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario Nazionale e consente ai medici di famiglia, a chi lo sceglie, di lavorare in équipe multidisciplinari all’interno della Case della Comunità che sono state da poco finanziate con un investimento di 2 miliardi di euro del Pnrr.

Il medico di famiglia non sempre è reperibile per gli utenti che magari devono sceglierne un altro in sostituzione di chi ha lasciato, in particolare nelle zone urbane ad alta densità dove questi medici hanno un carico enorme di assistiti che spesso supere le 1500 persone.

Tutte queste difficoltà sono acuite da una popolazione sempre più alle prese con cronicità. In Europa un modello che cerca di risolvere tutto questo esiste già, dalla Francia con i centri multidisciplinari nati nel 2007 e potenziati dalla legge del 2016 che hanno ridotto gli accessi inappropriati al pronto soccorso alleggerendo, quindi, la pressione sugli ospedali, alla Spagna con i suoi Centri di Salute e alla Germania. In quest’ultimo Paese la gestione multidisciplinare ha ridotto le riacutizzazioni croniche e ottimizzato le risorse del sistema con un vantaggio notevole per il paziente.

Questo modello rappresenta un progetto di cura condiviso e fa sì che il paziente non sia un “utente”che si perde tra varie strutture e diversi specialisti, bensì una persona al centro di un percorso coordinato.

Non va dimenticato che in un Paese come il nostro che invecchia rapidamente questa collaborazione tra strutture mediche permette di ridurre i ricoveri e quindi spese per il Servizio Sanitario e valorizza la squadra degli specialisti.