“Stiamo entrando in estate e il caldo stimola al movimento e all’attività fisica. Cuore protagonista quindi, in chiave estremamente positiva e utile alla nostra salute e benessere ma con una serie di consigli da ricordare (e alcune regole da non trasgredire!) anche in relazione alla nostra età e dell’abitudine all’allenamento.
RAI 1, nella sua rubrica UNOMATTINA (il link vi porta direttamente al video della trasmissione) ha offerto una utile occasione per fare il punto sul tema, ospitando il Prof. Massimo Massetti (Cardiochirurgo, Direttore Dipartimento Scienze Cardiovascolari Fondazione Gemelli IRCCS e Presidente della nostra Fondazione Dignitas Curae) per un’analisi delle problematiche in cui più frequentemente possiamo incorrere. L’intervista è condotta da Daniela Ferolla e ve la proponiamo nella sua versione integrale.
D “Anche il nostro cuore, comunque sia, ha bisogno di manutenzione, soprattutto in età avanzata. E perché si logora il nostro cuore?”
Massetti “Il cuore è sostanzialmente una pompa meccanica idraulica che pompa sangue nelle arterie trasportando ossigeno e quindi energia in tutti gli organi e ci permette di stare bene tutta la vita. Si adatta in tutte le circostanze, ma proprio come pompa meccanica è soggetto ad usura con gli anni. Oggi viviamo più a lungo e poi ci sono delle malattie che quando si sviluppano accelerano questa usura e mettono il cuore in difficoltà e in sofferenza.”
D “E quali sono queste, cioè diciamo, le patologie più frequenti, soprattutto nei pazienti anziani?”
Massetti “Sono le patologie da usura che colpiscono le arterie, le rendono rigide e soprattutto con lo sviluppo della malattia aterosclerotica si sviluppano delle placche che possono ostruire parzialmente queste arterie. E se queste arterie sono di piccolo carico, come per esempio le arterie coronarie che nutrono il cuore, ecco, il rischio di infarto è alla porta.”
D “Ecco, allora cerchiamo di capire quali sono i segnali a cui dobbiamo prestare attenzione. Abbiamo proprio una grafica. Perché sono segnali che effettivamente magari uno pensa che non dipendano magari dal cuore. E invece, per esempio, la riduzione della tolleranza allo sforzo, affanno improvviso, le gambe gonfie, uno magari non ci pensa che potrebbe essere il cuore, no?”
Massetti “Certo, quando il cuore è in sofferenza, quindi ha difficoltà a pompare sangue nelle arterie, negli organi, quindi i sintomi e i segni più frequenti sono, per esempio, una stanchezza, una spossatezza che non veniva avvertita prima, affanno, una fame d’aria per qualsiasi sforzo che uno fa, delle palpitazioni, sensazioni che il cuore batte velocemente o irregolarmente o anche dei sensi di svenimento. Questi sono i sintomi più comuni che sono riconducibili a una sofferenza del cuore. Poi le gambe gonfie, ovviamente ci sono dei segni evidenti, ma qui un medico li sa riconoscere molto bene.”
D “E allora con che frequenza noi dovremmo fare, diciamo così, un tagliando proprio del cuore?”
Massetti “Dipende da quanto siamo a rischio di sviluppare le malattie e questo oggi lo conosciamo sempre meglio, per esempio la genetica, attraverso semplicemente il riconoscere se nella propria famiglia, quindi papà, mamma, fratelli, sorelle, nonni hanno sviluppato malattie cardiache soprattutto in giovane età. Questo è un indicatore semplice e è un campanello d’allarme.
Allora, in queste persone che sono vulnerabili al rischio di sviluppare poi in età avanzata le malattie cardiovascolari, devono fare dei check-up cardiologici a partire anche da 45/50 anni.”
D “Ecco, però sono tanti gli anziani, e non solo gli anziani, che prendono comunque delle medicine proprio per il cuore. Allora esiste una terapia intelligente?”
Massetti “Bisogna dire che i farmaci si possono prendere anche per fare la prevenzione, cioè per mantenere alcuni parametri biologici sotto controllo, per esempio il colesterolo, gli zuccheri…
Questo, diciamo, prima che la malattia si sviluppi.
Poi ci sono dei farmaci che sono indicati per curare i sintomi oppure per mantenere la tolleranza del cuore a queste malattie, e questi effettivamente in età avanzata spesso costringono le persone di una certa età a prendere tanti farmaci perché purtroppo diventiamo ipertesi, abbiamo l’alterazione del metabolismo e quindi tutte queste situazioni e parametri biologici vengono tenuti sotto controllo. Ovviamente senza parlare di uno dei fattori di rischio più importanti: la pressione. E bisogna sapere che è buona abitudine misurarsi la pressione per un certo numero di giorni.”
D “Quale è il range più o meno…?”
Massetti “Quello che consideriamo in media è 130 per la massima e 80 per la minima…”
D “Sia per uomo che per donna?”
Massetti “Sì, in genere poi ovviamente quando si capisce se uno è più a rischio o meno a rischio, ci sono delle situazioni in cui diciamo la forchetta può essere leggermente variata, ma globalmente teniamo bene in mente questi due riferimenti.”
D “Però delle volte poi bisogna ricorrere invece proprio alla chirurgia e in questo caso sono stati fatti veramente passi da gigante. Perché lo vediamo, lei ci ha portato proprio degli esempi di qualche anno fa. Rispetto invece a quello che si usa adesso, stiamo parlando delle valvole, no, che vengono cambiate al nostro cuore quando non funziona.”
Massetti “Sì, le terapie possono essere rivolte sia alle arterie coronarie, perché quando si ostruiscono si possono, diciamo, disostruire, liberare da queste placche attraverso delle terapie che inseriscono degli stent e allargano le stenosi.
Altre malattie sono quelle che colpiscono giustamente le valvole, che sono delle porte all’interno del cuore che si aprono e si chiudono e le malattie ne determinano quindi un cattivo funzionamento.
In questi casi si ricorre alla tecnologia e quindi attraverso delle tecniche transcatetere, che sono quelle più attuali, che in alcune indicazioni permettono di navigare con questi cateteri all’interno delle arterie, raggiungere il cuore e sostituire la valvola o ripararla.
La tecnica, le tecniche chirurgiche che ormai hanno, diciamo, tanti anni alle spalle, oggi sono realizzate con strategie mininvasive; quindi, piccole aperture molto ben tollerate anche dalle persone anziane.”
D “Non c’è bisogno di aprire come si faceva magari un tempo?”
Massetti “No, effettivamente oggi apriamo poco, utilizziamo delle tecnologie video assistite o anche robotiche in alcuni casi e si sostituiscono queste valvole con delle protGesi sia meccaniche che biologiche che oggi sono molto affidabili e soprattutto garantiscono una qualità di vita normale dopo queste terapie.”
D “Ecco vediamo proprio la differenza, tra questa che è di nuova generazione…”
Massetti “Sì, questa è una valvola biologica che si impianta chirurgicamente, quindi bisogna aprire, fermare il cuore, togliere la valvola malata e sostituirla con questa protesi che ha queste lamelline …”
D “Di cosa è fatta questa protesi?”
Massetti “Questa ha una struttura rigida e poi questi elementi mobili sono fatti di pericardio bovino, quindi è di origine animale. Invece una evoluzione più recente, da ormai 10 anni, che utilizziamo, è questa protesi che è montata su uno stent metallico di lega metallica che viene ristretto e posizionato all’apice di un catetere e questo catetere viene inserito a livello di un’arteria della gamba.Naviga lungo tutto il torrente circolatorio per controcorrente e arriva praticamente a livello dell’aorta, dov’è la valvola malata e una volta che è entrato dentro, allarga questo stent metallico e sostituisce quindi la protesi schiacciando quella malata.”
D “Incredibile! quindi partendo comunque dal basso… “
Massetti “Quindi, cammina fino lasciando il cuore battere e in anestesia locale, quindi, sono procedure proprio particolarmente pensate per le persone anziane che sono fragili …”
D “E questo nel caso dell’intervento chirurgico naturalmente poi lo stile di vita ma soprattutto l’esercizio. Perché a ottanta anni è meglio muoversi o stare seduto rilassato in poltrona?”
Massetti “No, assolutamente. Il movimento è sempre da sempre benessere. Il cuore chiede che ci si muova. Ovviamente per ogni età c’è un tipo di attività fisica. Le persone anziane, quindi, che tra l’altro hanno anche problemi a livello dell’apparato scheletrico, articolare, quindi hanno difficoltà, devono muoversi, ma con una attività piuttosto dolce; quindi, basta anche una camminata di mezz’ora al giorno, oppure ballare. Ballare perché? Perché associa un altro aspetto importante che dà benessere al cuore, l’aspetto relazionale. Sociale, perché oltre al movimento fisico, il benessere che si prova stando con degli amici e quindi ballando, ecco, attraverso delle dei meccanismi bioumorali che integrano il rapporto tra cervello e cuore, mente e cuore. Ecco, questo provoca benessere attraverso gli ormoni della felicità.”
D “Quindi bisogna stimolarli facendo sport, ballando per chi ama ballare e naturalmente anche mangiando bene. Quindi la dieta mediterranea è sicuramente…”
Massetti “La base della dieta mediterranea la conosciamo, quindi usare cibi non processati, verdure, frutta fresca, olio di oliva, pesce soprattutto azzurro, sardine, sgombri. Ecco tutti questi ingredienti semplici, naturali, ecco, devono costituire e colorare il nostro piatto quando ci mettiamo a tavola.”
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