A Bolzano una giornata per ri-significare la cura

Una giornata di pensieri e riflessioni a Bolzano. L’Auditorium del Museion del capoluogo del Trentino Alto Adige il 9 ottobre ha ospitato «Humanization of Care – Narrare la Cura», giornata di studi su come tradurre in pratica quotidiana i principi della legge delega sull’umanizzazione delle cure alla quale ha partecipato attivamente anche la nostra Fondazione.

L’evento è stato pensato quale spazio culturale e di confronto interdisciplinare, nel quale la comunità scientifica, le istituzioni e il mondo del volontariato riflettono insieme su come rendere la cura più umana, responsabile e relazionale. L’iniziativa ha ripercorso la genesi delle linee di lavoro e delle sperimentazioni scientifiche, politiche e formative che hanno contribuito al raggiungimento della legge delega sull’umanizzazione della cura.

La riflessione si è concentrata sulla traduzione dei principi normativi in pratiche quotidiane capaci di creare contesti di cura più rispettosi della dignità delle persone. Come si può rendere l’assistenza medica più umana, responsabile e orientata alla relazione? È questa la domanda a cui è dedicata la giornata di studi creando uno spazio di confronto interdisciplinare in cui la comunità scientifica, le istituzioni e il mondo del volontariato lavorano insieme per una visione della cura incentrata sulla persona.

Tema centrale del convegno è stato la Legge delega sull’umanizzazione della cura. L’iniziativa ripercorre la genesi e i progetti che hanno contribuito alla sua approvazione. L’attenzione si concentra su come tradurre i principi normativi nella pratica quotidiana, al fine di creare contesti di cura più rispettosi della dignità delle persone.

Il programma scientifico, sotto la direzione del dottor Luca Calabrese, Primario del Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Bolzano, ha approfondito diversi approcci. In particolare sono stati presentati anche esempi come il progetto pediatria in cooperazione con l’Università di Verona di supporto al sistema famiglia e al team dei curanti attraverso le medical Humanities. Inoltre, si è discusso di temi quali lo sviluppo di nuove pratiche di ascolto in Pronto soccorso in cooperazione con l’Università Cattolica o i «Donatori di Musica» nei reparti di oncologia.

Istituzioni, clinici, filosofi, neuroscienziati, artisti e associazioni di volontariato si sono quindi confrontati su una Sanità che non si esaurisce nella prestazione medica. Il programma è partito dalla lectio magistralis di Luigina Mortari sulla politica della cura. Sono stati poi presentati la Carta di Udine per l’Umanizzazione della Cura e il Benessere Organizzativo e il modello della rete HumanCare. Si è parlato anche di prescrizione sociale e del ruolo della cultura e della relazione nel percorso di cura. Sono state presentate esperienze già operative: l’ascolto dei pazienti in pronto soccorso, la musica nei reparti di oncologia, la medicina narrativa in pediatria e le Ricette di velluto per le persone con disfagia.

La giornata si è chiusa con lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, La poetica della Cura. Per la nostra Fondazione è intervenuto Don Mauro Cozzoli che ha presentato il Manifesto «Dignitas Curae», redatto con il Presidente della Fondazione, professor Massimo Massetti. Don Mauro Cozzoli ha ribadito che la cura è il linguaggio della vita stessa. Il Manifesto chiede di riconoscere la dignità della persona malata e di considerarne insieme la dimensione fisica, emotiva, spirituale e sociale.

Il professor Massimo Robiony ha intrattenuto i presenti sul tema «Umanizzazione della cura: le azioni dell’inizio» e ha discusso sulla legge delega sulla umanizzazione della cura e la carta di Undine.

Il prossimo appuntamento sono gli Stati Generali sull’umanizzazione delle cure, a Ferrara il 18 dicembre 2026.

Programma completo e approfondimenti: www.humanizationofcare.it